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Il Giappone punta al 18% dell'energia dall'idrogeno solare entro il 2050

Nello stesso anno stop a gas e benzina nei trasporti

Arrivare nel 2050 a coprire il 18% della produzione energetica con l’idrogeno ottenuto con il solare, eliminando gas naturale e carburanti fossili nei trasporti: è questo l’obiettivo del Giappone, nel percorso verso zero emissioni.

Lo ha detto Ohira Eiji, dell’Agenzia governativa giapponese Nuova energia e organizzazione per lo sviluppo di tecnologia industriale (Nedo), in un evento online per la stampa.

Passa quindi dall’idrogeno la strada del Giappone verso le emissioni zero, in un percorso che parte da Fukushima, dove è nato il più grande impianto di produzione idrogeno solare mai realizzato al mondo.

“Nella sfida verso la transizione energetica l’idrogeno è una tecnologia in fase molto più avanzata di altre, su cui si lavora già da anni e per questo al centro di un crescente interesse”, rilevato Ohira.

 

L’idrogeno può essere accumulato e trasportato, usato in molti settori come nei trasporti e nell’industria, e soprattutto non produce gas serra: sono molte le sue caratteristiche vincenti nella sfida globale verso la neutralità climatica, ossia le azioni necessarie per abbattere completamente l’impatto umano sulle trasformazioni in atto.

Il Giappone ci crede e punta a coprire il 18% della produzione energetica entro il 2050 con l’idrogeno e abbattere così le emissioni di CO2 di 6 miliardi di tonnellate e “rimpiazzare completamente l’uso di gas naturale e quello dei carburanti fossili nei trasporti”, ha aggiunto Ohira. Le tappe per farlo passano dai sistemi di produzione di idrogeno usando fonti rinnovabili come il solare e l’eolico arrivando nel 2025 a produrre 2 milioni di tonnellate di idrogeno l’anno e nel 2050 a 20 milioni di tonnellate a un costo inferiore a 2 dollari al chilo. Un percorso che è già iniziato a Fukushima, la città simbolo di uno dei maggiori disastri nucleari di sempre, dove è nato nel 2020 il più grande impianto di produzione idrogeno solare mai realizzato al mondo e che si propone come punto di partenza verso la transizione energetica.